Scandalo Cermec: l'inchiesta si allarga a Pisa
Venerdì 27 Gennaio 2012 19:14
Si allarga anche alla Provincia di Pisa, lo scandalo sulle gestioni di Cermec ed
ErreErre, le società che operavano nel trattamento dei rifiuti
nella provincia di Massa Carrara e coinvolte nell'inchiesta
condotta dalla procura di Massa. Nei giorni scorsi è stato
notificato l'avviso di conclusione indagini a 19 indagati, tra
politici, ex amministratori delle due società, funzionari
pubblici e imprenditori. Pesanti le accuse formulate dopo le
indagini condotte dai carabinieri del Noe di Firenze:
associazione a delinquere finalizzata alla corruzione,
concussione, peculato, abuso d'ufficio, truffa ai danni della
Comunità Europea, abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio.
   Al centro dell'inchiesta Domenico Del Carlo, imprenditore di
Pietrasanta e amministratore delegato della Delca, socio privato
del Cermec nel controllo di ErreErre, la società fallita lo
scorso luglio e che doveva costruire un impianto di
bricchettaggio nella zona industriale di Massa per la produzione
di Cdr trattando i rifiuti secchi del Cermec. Del Carlo avrebbe
corrotto, prendendo i soldi dal Cermec con false fatturazioni e
finanziamenti europei, anche con la presenza di escort, cene e
regalie varie, politici e funzionari pubblici affinché lo
agevolassero nello spandimento illegale dei fanghi di
depurazione che avrebbe smaltito nelle campagne di Peccioli
(Pisa) grazie ai favoritismi ricevuti da due dipendenti della
Provincia di Pisa (due giorni fa trasferiti d'ufficio) e
dall'assessore all'ambiente dello stesso ente Valter Picchi.
   All'assessore la procura di Massa contesta il reato più
grave, l'associazione a delinquere, per avervi partecipato e per
aver messo a disposizione di Del Carlo, come recita l'avviso di
conclusione delle indagini, la sua carica di assessore all'
ambiente, nelle vicende relative alla procedura di rilascio
dell'autorizzazione all'esercizio della ErreErre (mai entrato in
funzione e semidistrutto da un incendio doloso la scorsa
estate), interrompendo il servizio pubblico di conferimento
nella discarica di Peccioli (Pisa) dei rifiuti solido urbani
provenienti dalla provincia di Massa Carrara perché fosse
immediatamente rilasciata l'autorizzazione all'esercizio di
ErreErre e nella procedura di monitoraggio al 30-9-2009 della
Regione Toscana sul controllo dei finanziamenti a fondo perduto
in favore di ErreErre. Contributi che ErreErre ottenne poi dalla
Regione per circa 3 milioni di euro.
   Nell'inchiesta della procura di Massa sono coinvolti anche
Ezio Ronchieri, consigliere provinciale del Pdl a Massa Carrara
e già caposegreteria dell'ex ministro alle infrastrutture e
trasporti Altero Matteoli, Marco Andreani, presidente del
consiglio comunale di Massa e presidente provinciale dell'Api
che avrebbe fatto pressioni sul sindaco di Massa Pucci
inizialmente contrario alla realizzazione dell'impianto
ErreErre, Marco Betti, di Pisa, oggi esponente di Sel ed ex
assessore alla difesa del suolo della Regione Toscana (avrebbe
ricevuto da Del Carlo l'assunzione in Delca del figlio), Lucio
Barani, deputato del Pdl (accusato di abuso d'ufficio per aver
istigato l'Arpat di Massa Carrara a rilasciare autorizzazioni a
ErreErre con false analisi sull'inquinamento della falda),
Michele Del Freo, ex assessore socialista al Comune di Carrara e
nel cda di Cermec (che i sindaci di Massa e Carrara Pucci e
Zubbani hanno azzerato), i tecnici dell'Arpat di Massa Carrara
Carlo Righini, Renato Biagioni, Angelo Zucca, Giovanni Menna,
dirigente del settore ambiente della Provincia di Massa Carrara,
Emilio Tassoni, all'eposa dei fatti, tra il 2008 e 2009, capo
Divisione bonifiche del ministero dell'ambiente, i liberi
professionisti Carlo Grassi, Piero Pregliasco e Gianpiero
Squaglia e il costruttore Fabio Vernazza, che avrebbe realizzato
i lavori all'impianto senza i permessi.
 
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